Corso di Restauro

Lezione undicesima

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Gli utensili da affilare in un laboratorio di restauro sono molti: seghe, coltelli per segnare, taglierini, cesoie, sgorbie, scalpelli.e pialle. Soprattutto gli ultimi due sono fra quelli che si affilano con più frequenza, è su questi che concentreremo la nostra lezione.

L'esigenza di affilare spesso un utensile parte dalla regola che "un utensile che non taglia non serve",  già ripetuta più volte nelle pagine del corso, è una regola questa che vi deve accompagnare sempre durante il lavoro. L'affilatura richiede molta pazienza e abilità, sono due qualità che si affinano col tempo e con i risultati.

Gli strumenti necessari per affilare pialle e scalpelli sono: una mola, delle pietre per l'affilatura, un pezzo di cuoio, e della pasta abrasiva.

 

nella foto potete vedere una mola a doppia velocità (400/1800 giri), per motivi fotografici sono stati tolti i carter di sicurezza, ha due particolarità: una è la possibilità di cambiare il tipo di mola a seconda delle esigenze, l'altra è quella di avere una sagoma regolabile,  che permette di appoggiare l'utensile da affilare sempre  con la stessa inclinazione, infatti è importantissimo ottenere con l'affilatura meccanica una suola regolare e con un'inclinazione adeguata al tipo di utensile.

 angoli di arrotatura di diversi tipi di utensile 

L'angolo di arrotatura degli scalpelli e delle pialle si aggira intorno ai 25°circa, può essere variato di qualche grado in base alle esigenze personali, questa opzione riguarda soprattutto per gli scalpelli.
i bedani hanno un angolo di arrotatura maggiore rispetto ai normali scalpelli che si aggira intorno ai 35°.
l'arrotatura delle sgorbie viene fatta con angoli molto più acuti rispetto agli scalpelli, questo perché l'acciaio con cui si costruiscono è molto più duro quindi permette di affilare con angoli che si aggirano intorno ai 10-15°. Otterremo così un utensile dal taglio chirurgico

 

Ogni utensile,quindi, richiede angolo di taglio differente a seconda del lavoro che svolge. Inizieremo ad affilare il nostro utensile con la mola elettrica,solo se è nuovo e  va creato l'angolo di taglio, o se ha subito danni di vario genere, tipo la classica tacca  che crea un chiodo quando lo incontriamo sulla nostra strada. In caso contrario se dobbiamo solo ridare efficacia al taglio lo passeremo direttamente sulla pietra e dopo sul cuoio per togliere il truciolo d'affilatura.

le classiche tacche che si formano quando

 incontriamo un chiodo, l'unico modo 

per eliminarle velocemente è  usando la mola

 

 

dando l'inclinazione giusta all'utensile iniziamo a farlo girare sulla pietra, utilizzandola tutta, descrivendo dei grandi cerchi e dei movimenti a forma di 8.
 di tanto in tanto lo passeremo anche sulla faccia opposta per eliminare il truciolo che si forma durante l'affilatura. tenete sempre l'utensile ben aderente al piano della pietra.
il colpo finale consiste nel passare l'utensile su di un pezzo di cuoio, sopra il quale avremo cosparso della pasta abrasiva fine, con i passaggi simili a quelli che abbiamo eseguito sulla pietra. Questa operazione oltre ad eliminare il truciolo di arrotatura affila in maniera più efficace l'utensile.

 

l'affilatura degli utensili come detto richiede molta pazienza e un pò di abilità, le dovrete usare soprattutto quando affilate una sgorbia, tale affilatura può richiedere anche più di un'ora su di un utensile nuovo e mai affilato, anche perchè si usa la mola solo per sgrossare, il resto del lavoro viene eseguito tutto a mano sulla pietra e sul cuoio.

Per verificare se un utensile taglia il miglior modo è quello di provarlo su di un pezzo di abete di testa, il taglio dovrà risultare lucido e la forza per eseguirlo dovrà essere contenuta, al contrario se durante il taglio l'utensile "strappa" e il taglio risulterà sfibrato dovrete continuare l'affilatura.

Buon lavoro

 

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